Mutui, così si può rinegoziare
Possibili risparmi da 850 euro l'anno
Rinegoziazione dei mutui, rimangono solo pochi giorni alle banche per inviare agli interessati le lettere con cui dare il via alla riscrittura del contratto. C'è tempo fino al 29 agosto perchè la missiva arrivi a destinazione, illustrando ai sottoscrittori dei contratti a tasso variabile le proposte di modifica delle rate di rimborso. Si potranno risparmiare anche 850 euro l'anno.
In sostanza, le proposte saranno mirate a congelare le rate e la possibilità sarà concessa anche ai morosi che non hanno versato il dovuto alla data del 28 maggio scorso. La proposta, secondo alcune proiezioni dell'associazione delle banche italiane (Abi), potrebbe interessare circa 1,25 milioni di nuclei familiari i quali, nel caso di un mutuo ventennale da 80mila euro, potrebbero contare su un minor esborso di circa 850 euro l'anno.
Oltre all'opportunità offerta dalla convenzione stretta dal governo con l'Abi, resta in ogni caso la possibilità di ricorrere alle altre soluzioni promosse dal precedente decreto Bersani per la rinegoziazione, la surroga e la sostituzione del vecchio prestito.
CONVENZIONE GOVERNO-ABI
L'intesa consente il congelamento del valore delle rate, prolungando però la durata del prestito. C'è la possibilita di usufruire della rinegoziazione anche per chi non ha pagato le rate del mutuo (alla data del 28 maggio), purchè nel frattempo il contratto stesso non sia stato risolto. La rinegoziazione dei mutui da tasso variabile a tasso fisso, che avverrà sulla media dei tassi del 2006, sarà possibile per i contratti stipulati prima del 29 maggio scorso, data di entrata il vigore del decreto legge. Le nuove rate partiranno dal 2009.
COSA DICE L'INTESA TRA BANCHE E TESORO
L'intesa tra il Tesoro e l'Associazione bancaria italiana indica la riduzione dell'importo delle rate "a partire quanto meno dal terzo mese successivo al mese di comunicazione dell'accettazione della proposta medesima, relativamente alle rate del mutuo in scadenza successivamente al primo gennaio 2009". La convenzione prevede che lo spread applicato sul conto accessorio sarà "fino" allo 0,5% e non più fisso allo 0,5%, per cui si potranno anche prevedere condizioni migliori. Sul conto accessorio sarà addebitata la differenza tra l'importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originario e l'importo risultante dall'atto di rinegoziazione. Se la differenza genera invece un saldo a favore del mutuatario, tale differenza va a credito sul conto accessorio.
NIENTE PIU' PENALI SE SI RIMBORSA IN ANTICIPO
Sulla base dell'accordo, l'estinzione anticipata del mutuo rinegoziato non comporta alcuna penale. Allo stesso tempo, le operazioni di rinegoziazione dei mutui e di portabilità sono esenti da imposte e tasse di qualsiasi genere. Per cui, precisa la convenzione, la clientela interessata "non sostiene alcun costo amministrativo, incluse le commissioni bancarie, conseguenti alle operazioni di rinegoziazione e per tutta la durata residua del mutuo, anche sulle eventuali rate aggiuntive finali". Non è previsto neanche alcun costo notarile.
RINEGOZIAZIONE BERSANI
A differenza della Convenzione, obbligatoria, la rinegoziazione prevista dal decreto Bersani è un atto unilaterale della banca, che può quindi rifiutarsi di concederla. Con questa rinegoziazione è possibile modificare lo spread applicato, il tipo di tasso (variabile, fisso o misto) o anche la durata del finanziamento. Non comporta però la stipula di un nuovo contratto ed èquindi gratuita.
SURROGA
E' un istituto già esistente ma riproposto dal decreto Bersani. Consente di modificare tutti i parametri del prestito (tasso, durata), ma non il debito residuo, con costi in genere ridotti e inferiori a mille euro, dato che viene richiesto l'atto scritto (le cui spese vengono spesso rimborsate dalla banca che subentra) e la perizia sull'immobile.

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